Un viaggio fantastico alla scoperta di città fiabesche, diverse fra loro a seconda della punteggiatura che le distingue, e di chi le popola: come giocano, in quali case vivono gli abitanti di Interrogativo? Come si innamorano gli abitanti di Puntini Puntini? E quelli di Esclamativo, Virgola, Punto e Virgola, Punto?

I racconti di Punteville, libro di Gianluca Caporaso – pubblicato in Italiano, Inglese e Francese da Lavieri Edizioni – è un viaggio fantastico che accompagna il lettore nel favoloso mondo punteggiatura. Gli abitanti di questo universo parallelo hanno abitudini diverse a seconda di dove vivono: in Puntini Puntini i soffitti sono pieni di buchi e gli abitanti sono bravissimi a costruire dadi ma attenzione…tutto può cambiare all’improvviso! Si passa poi per le città di Punto e Virgola, Virgola, Due Punti.

Ogni città viene descritta con le caratteristiche, le abitudini e le parole che richiamano il carattere distintivo di ogni segno di punteggiatura.

I racconti di Punteville” è un libro molto curato nei dettagli: da un lato la narrazione di Gianluca Caporaso, ironica e arguta; dall’altro la delicatezza delle illustrazioni di Rita Petruccioli che aiutano dare un volto agli elementi immaginari. Persino la carta scelta è curata e particolare. Utilizzato in età scolare per introdurre la punteggiatura, questo libro è un bell’esempio di fantasia didattica.

Per conoscere meglio il mondo di Punteville e il suo ideatore, abbiamo fatto qualche domanda a Gianluca Caporaso.

Gianluca Caporaso durante la presentazione del suo libro

Nella foto, Gianluca Caporaso durante la presentazione del suo libro. Credits: gianlucacaporaso.it

Ciao Gianluca e benvenuto su Matera per Bambini. “I racconti di Punteville” ci ha molto incuriositi: è uno di quei libri per bambini che diventa piacevole e accattivante anche per gli adulti. L’hai ideato con questo intento oppure risvegliare l’interesse del pubblico adulto si è rivelata una naturale conseguenza dell’obiettivo originale?

Ciao! Tutte le cose che porto, che scrivo, racconto, trovo e condivido, tentano di radunare tutti. Credo che la grande sfida delle narrazioni, della poesia, sia quella di superare la logica spesso fuorviante che divide in modo netto le proposte editoriali in base all’anagrafe. Credo sia possibile trovare una lingua che anziché parlare all’anagrafe parli alla vita e che contenga codici in grado di accogliere chiunque.

I tuoi libri sono perlopiù dedicati a bambini in età da scuola primaria. Quando hai ideato “I racconti di Punteville” l’hai fatto anche con uno scopo didattico nel familiarizzare con i segni di punteggiatura e il carattere distintivo di ognuno di essi?

Certe idee nascono improvvise e poi le parole, la logica le inseguono per dare un senso. I racconti di punteville sono nati come un vero e proprio guizzo narrativo durante l’estate del 2011. Poi sono arrivate le considerazioni. Nel mio caso, tutti i miei approcci alla narrazione e alla lettura partono dal presupposto che tutto si tiene insieme: conoscenza, relazione con gli altri, rapporto con il mondo. Nel caso della punteggiatura, la dimensione didattica si sposa al pensiero delle città, dei viaggi, del cambiamento. Della vita, insomma. Il tutto, in una cornice ludica, giocosa. 

Gianluca, nei tuoi laboratori di scrittura fantastica (per piccoli e grandi) stimoli l’utilizzo della fantasia e tradurre il tutto in parole. Quali sono, secondo te, i benefici di questo “esercizio di fantasia” soprattutto per i bambini?

In questo caso, l’esercizio delle competenze fantastiche su cui lavoro durante i laboratori, sono allenamenti delle capacità cognitive di ognuno. Ognuno, lavorando sulla propria dimensione cognitiva ed espressiva non può che maturare un modo più compiuto di stare al mondo.

Speriamo di rivederti presto a Matera con i tuoi incontri dedicati ai più piccoli per far volare insieme la fantasia!

Con “I racconti di Punteville”, i bambini faranno volare la fantasia verso le città fantastiche della punteggiatura,  gli adulti, invece, leggeranno tra le righe cogliendo spunti di riflessione nelle abitudini dei cittadini immaginari. Nel libro, Gianluca Caporaso rivela velatamente qual è la sua preferita tra le città della punteggiatura: ognuno di noi si potrà  immedesimare nei diversi comportamenti di questi noi paralleli.